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Pacchetti slackware scaricare

Posted on Author Kimi Posted in Ufficio

  1. Storie Digitali
  2. Aggiornare Slackware
  3. Slackware – Scaricare, compilare e installare gli Slackbuilds automaticamente con sbopkg
  4. Automatizzare l'aggiornamento di Slackware current

Porteus è costruita su Slackware e quindi, potenzialmente, può sfruttare tutti i Il procedimento è abbastanza semplice, una volta scaricato il pacchetto. Slackware – Scaricare, compilare e installare gli Slackbuilds file sorgenti, la loro compilazione e la creazione dei pacchetti per Slackware. Esiste poi un programma chiamato swaret in grado di cercare e scaricare patch o interi programmi consentendo di tenere la nostra Slackware. Installare software su Linux Slackware, Forum Linux e software: e ovviamente se il pacchetto dipende da altri pacchetti, devi scaricare.

Nome: pacchetti slackware scaricare
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
Licenza: Solo per uso personale (acquista più tardi!)
Dimensione del file: 15.70 MB

In questa pagina trovate dei link a pacchetti precompilati o le istruzioni per installare il plugin su diverse distribuzioni di Linux. Si tratta indubbiamente del sistema di installazione più semplice, e nella maggioranza dei casi il gestore dei pacchetti della vostra distribuzione si prenderà carico di gestire tutta l'installazione in automatico.

Tuttavia, se non trovate la vostra distribuzione, o se non trovate una versione sufficientemente aggiornata del plugin, potete scaricare, compilare e installare il codice sorgente seguendo le istruzioni che si trovano alla pagina dei sorgenti. Se volete creare un pacchetto o se ne mantenete uno e volete ricevere una notifica quando esce una nuova versione, contattate l'amministratore via mail.

Per installare il plugin in Fedora, usate un package manager, oppure aprite un terminale e digitate:.

Per esempio, mlt include il module kdenlive e avformat-swscale. NOTA : una volta scaricato il pacchetto svn completo, è possibile aggiornare la propria copia del sorgente svn locale scaricando solo le parti aggiornate.

La cosa migliore per i tester è di scaricare una versione SVN aggiornata delle librerie ffmpeg e mtl quando si aggiorna kdenlive. Dato che non è un'impresa troppo facile, ho creato un semplice script bash per fare tutto il lavoro ripetitivo e un po' problematico. Poi eseguire kdeinlive dalla directory di destinazione scelta. Questo script è utile in special modo per i tester dato che supporta più versioni installare in qualsiasi directory home, opt, o local includendo più versioni ffmpeg e mtl.

Inoltro questo è il modo per ottenere il giusto insieme di librerie principali aggiornate, per evitare problemi inerenti le versioni vecchie o errate della distribuzione di mlt e di ffmpeg.

Storie Digitali

NOTA : lo script non fornisce nessun controllo sulle librerie o sui file di intestazione richiesti da kdenlive, ffmpeg e mlt, come SDL, liblame, libx ecc. Leggere attentamente la sezione dei prerequisiti per accertarsi di avere ogni pacchetto necessario tutti i pacchetti -dev installato.

Wikibooks, manuali e libri di testo liberi. Menu di navigazione Strumenti personali Accesso non effettuato discussioni contributi registrati entra. Namespace Modulo Discussione. Visite Leggi Modifica Cronologia.

Questa pagina è stata modificata per l'ultima volta il 4 ago alle Inserite il seguente comando per procedere con l'installazione vi verrà chiesto di inserire la password di root :.

I comandi precedenti eseguono la prima parte del processo di installazione.

Assicuratevi che sia andata per il verso giusto, lanciando il software:. Se LibreOffice non si avvia, il nome del comando potrebbe essere stato cambiato. Digitate una parte abbreviata del probabile comando, ad esempio:.

Se viene mostrato premete [invio] per provarlo. Se non funziona verificate se il comando è presente sul menu dell'interfaccia grafica, nella sezione Ufficio.

Diversamente, potete fare riferimento alla nostra documentazione su internet e ai forum per ottenere aiuto. Per completare il processo di installazione, potete installare i pacchetti di integrazione con il desktop. Per verificare se questo passaggio è necessario, andate sul menu nella vostra interfaccia grafica, e controllate se nella sezione Ufficio l'applicazione di LibreOffice è già disponibile e se è possibile avviarla.

Altrimenti continuate con le istruzioni seguenti. Il comando è il seguente:.

Aggiornare Slackware

L'installazione di LibreOffice 3. Oltre ai pacchetti. Per installare 'integrazione del desktop su questi sistemi, scaricate il pacchetto. Dopo l'installazione del pacchetto per le lingue seguite le stesse istruzioni descritte in Installazione del pacchetto principale en-US — notate che non avrete bisogno di rifare il passaggio dell'Integrazione del Desktop dovrete impostare la suite di LibreOffice, in modo che riconosca la vostra lingua.

Avviate una delle applicazioni di LibreOffice — ad esempio Writer. Nella finestra di dialogo Opzioni , fate clic su Impostazioni della lingua , poi su Lingue. Aprite l'elenco di fianco a Interfaccia utente e selezionate la lingua appena installata. Se volete, potete fare lo stesso per l' Impostazione locale , la Valuta predefinita , e per le Lingue predefinite per i documenti.

Al termine fate clic su OK. La finestra di dialogo si chiude, e vedrete un messaggio che vi avviserà che le modifiche diverranno attive dopo aver riavviato LibreOffice ricordatevi di chiudere il QuickStart nel vassoio di sistema, se è in esecuzione. Al riavvio, Libreoffice sarà nella lingua scelta. La disinstallazione di una precedente versione, quando installate una versione aggiornata appartenente a un "ramo successivo", aiuta a evitare conflitti.

Aprite il gestore dei pacchetti di sistema e, tramite lo strumento apposito, ricercate libreoffice. Deselezionate o selezionate per la rimozione il primo pacchetto che trovate; il gestore dei pacchetti dovrebbe chiedervi se deve rimuovere altri pacchetti.

Siccome tutto il necessario per LibreOffice è pacchettizzato nei vari pacchetti di installazione, dovrebbe essere sicuro rispondere di si. Come spiegato dallo stesso Volkerding, molte collaborazioni sono nate grazie alla qualità e alla costanza dei contributi forniti, per esempio nella correzione degli errori o nell'ambito di progetti non ufficiali, a cui ha fatto seguito l'invito a far parte del team di sviluppo.

Chris Lumens, David Cantrell e Logan Johnson rappresentano la prima generazione del team di Slackware e sono gli unici ad aver lavorato a tempo pieno per il progetto, durante il periodo con Walnut Creek. Slackware viene sviluppata secondo criteri di semplicità ed eleganza, astenendosi dall'intervenire senza motivo sui sorgenti inclusi nella distribuzione e non aggiungendo strumenti di configurazione supplementari oltre a quelli previsti dai rispettivi autori.

Fanno eccezione alcuni strumenti essenziali, basati in parte sulla libreria ncurses , scritti per facilitare la configurazione di base del sistema e la gestione dei pacchetti. Molte delle controversie in merito alle scelte progettuali di Slackware nascono infatti da interpretazioni differenti del concetto di semplicità. Mentre alcuni ritengono che, per essere semplice, un sistema operativo debba fare ampio uso di interfacce grafiche intuitive e di strumenti automatizzati, gli estimatori di Slackware si rifanno al cosiddetto principio KISS il quale, in modo analogo al rasoio di Ockham , invita ad astenersi dall'aumentare la complessità del sistema con aggiunte non strettamente necessarie.

La semplicità apprezzata dagli utenti di Slackware è di quest'ultimo tipo e infatti sono proprio le scelte rigorose di Patrick Volkerding a mantenere attorno a questa distribuzione una solida e attiva comunità di utenti, [46] [47] mentre sono numerose le distribuzioni che si impegnano a rendere Linux intuitivo e accessibile anche per gli utenti inesperti.

Esiste inoltre un porting non ufficiale per l' architettura ARM , creato da Eric Hameleers e dedicato ai dispositivi ARM di nuova generazione come i netbook.

Per poter mantenere le operazioni di configurazione e di amministrazione del sistema il più possibile agevoli e trasparenti, attraverso file di configurazione leggibili e modificabili senza la necessità di strumenti specifici, Slackware ha adottato LILO LInux LOader quale boot loader predefinito.

Slackware utilizza, per la sua semplicità, un init system di tipo BSD. A partire dalla versione 7. Se da un lato un init system di tipo BSD assegna un unico script a ciascun runlevel , System V gestisce invece, per ogni runlevel, un'intera directory contenente gli script o i link simbolici a essi che devono essere eseguiti.

Slackware – Scaricare, compilare e installare gli Slackbuilds automaticamente con sbopkg

Nel caso di Slackware, quando l'esecuzione dell'init system è terminata viene lanciato lo script rc. L' interfaccia utente predefinita in Slackware è la shell testuale bash , sviluppata nell'ambito del progetto GNU. È comunque possibile configurare facilmente il sistema per l'avvio automatico del server grafico X , modificando il file inittab in modo tale da abilitare il runlevel 4.

L' ambiente desktop KDE è considerato la principale interfaccia grafica di Slackware, dato che viene avviato con il server X senza la necessità di ulteriori modifiche ai file di configurazione.

Slackware fornisce un sistema di gestione dei pacchetti dalle caratteristiche uniche il quale, pur consentendo l'installazione, l'aggiornamento e la rimozione dei pacchetti con la medesima facilità delle altre distribuzioni, non prevede un controllo automatico delle dipendenze.

Si tratta di una scelta in linea con la filosofia progettuale adottata da Patrick Volkerding: astenersi cioè dall'aumentare senza motivo la complessità del sistema, favorendo in questo modo la stabilità, la flessibilità e la pulizia dell'insieme. I pacchetti di Slackware contengono il software compilato e compresso in un archivio , in cui ciascun file si trova nella sua posizione finale all'interno della struttura del filesystem.

I pacchetti ufficiali vengono compressi utilizzando l' algoritmo LZMA e portano quindi l'estensione sintetica. Fino al Patrick Volkerding ha invece utilizzato l'algoritmo Deflate incluso nel programma gzip. Slackware offre diversi strumenti per la gestione dei pacchetti. Il comando installpkg permette di installare sul sistema uno o più pacchetti compatibili con Slackware, i quali possono avere come estensione. Con removepkg è invece possibile rimuovere dal sistema pacchetti precedentemente installati, mentre upgradepkg ne permette l'aggiornamento.

Con explodepkg i contenuti del pacchetto vengono estratti ma non installati, mentre makepkg consente di generare, a partire dalla directory corrente, pacchetti compatibili con la distribuzione. Va segnalata anche l'esistenza di slacktrack , un programma con cui si possono creare pacchetti partendo direttamente dal codice sorgente. Tutti questi strumenti sono ben documentati nelle rispettive pagine man oltre che nella guida ufficiale.

Automatizzare l'aggiornamento di Slackware current

A partire dalla versione Anche pkgtool , lo strumento di configurazione di Slackware, riunisce in sé alcune delle funzionalità del sistema di gestione dei pacchetti: in particolare consente di visualizzare i dettagli riguardanti i pacchetti installati, di rimuoverli o di installarne di nuovi.

Come già accennato nei paragrafi precedenti, la filosofia progettuale di Slackware affida all'amministratore del sistema la responsabilità di verificare che tutte le dipendenze siano soddisfatte. Per questi ultimi, Slackware sarebbe inoltre poco adatta all'ambito aziendale, poiché includerebbe nella distribuzione una quantità troppo limitata di software e non permetterebbe un'efficiente amministrazione del sistema in contesti caratterizzati da un elevato numero di computer.

D'altra parte, Slackware permette di compilare e di installare, de facto , qualsiasi programma esistente che sia compatibile con l'installazione di base, proprio grazie alla neutralità garantita dall'assenza di un complesso sistema di controllo delle dipendenze legato a un repository centralizzato. Questi archivi possono essere gestiti in modo trasparente mediante slackpkg , alla pari del repository ufficiale, definendo con precisione le priorità dei pacchetti che dovessero trovarsi contemporaneamente in più di un repository.

Patrick Volkerding si occupa personalmente dello sviluppo di Slackware e coordina il lavoro degli altri membri del team, il quale è organizzato in maniera snella e informale. In modo analogo ad altre distribuzioni Linux, lo sviluppo di Slackware avviene in un apposito ramo, denominato -current attuale , che viene aggiornato frequentemente ed è pubblicamente disponibile.

Per una data versione stabile, il supporto di sicurezza continua anche dopo la pubblicazione delle versioni successive e prosegue per alcuni anni, dopodiché la responsabilità della manutenzione del sistema passa completamente all'utente. La decisione di pubblicare una nuova versione spetta a Patrick Volkerding ed è insindacabile. Questo criterio intende evitare al team di imporsi scadenze che potrebbero non trovare adeguata corrispondenza nella realtà e permette di mantenere alto il livello di qualità e stabilità del sistema.

Siccome il progetto è gestito da un numero relativamente ristretto di persone, non esiste un sistema specifico per il tracciamento dei bug e le eventuali segnalazioni avvengono in maniera informale. Informazioni dettagliate riguardanti i cambiamenti vengono registrate nei vari ChangeLog , pubblicati sul sito ufficiale, [78] e nel file ChangeLog. Slackware è in grado di funzionare su computer con architettura x86 con almeno un processore i , o della famiglia x , la più recente estensione a 64 bit della prima che include le famiglie AMD64 , EM64T e Intel 64 , o ancora su architettura ARM.

Come nel caso di altre moderne distribuzioni Linux, Slackware è compatibile con la maggior parte dell' hardware più diffuso per i computer da scrivania , portatili e ultraportatili. Per quanto riguarda i requisiti di memoria, l'installazione ne richiede almeno Megabyte in RAM , mentre in memoria di massa lo spazio dipende dal software della distribuzione effettivamente installato: un'installazione minimale necessita di circa mezzo Gigabyte , una completa di almeno 8.

Sul sito ufficiale si possono acquistare, anche in forma di sottoscrizione, dischi già masterizzati contenenti l'intera distribuzione: in questo modo si contribuisce al progetto e si permette materialmente a Patrick Volkerding di continuarne lo sviluppo. All'inizio è possibile specificare eventuali parametri da passare al kernel , quindi si viene invitati a impostare il layout della propria tastiera.

Dopo l'accesso come utente root ci si trova di fronte a un' interfaccia a riga di comando attraverso la quale è possibile interagire con il sistema, creando una o più partizioni e un eventuale spazio di swap. I principali strumenti di partizionamento a disposizione dell'utente sono fdisk , parted e cfdisk , ma sono disponibili anche sfdisk e gdisk.

Quest'ultimo va avviato con il comando setup e permette di gestire i passi che, dall'assegnazione delle partizioni ai vari mount point , fino alla configurazione del boot loader , installeranno il sistema sul disco rigido. L'interfaccia del programma d'installazione appare come un elenco di opzioni in cui ciascuna rappresenta una fase del processo tranne la sezione HELP che fornisce un aiuto all'utilizzo del programma.

La sezione TARGET permette di scegliere le partizioni su cui il sistema verrà installato, formattandole se lo si desidera e assegnando a ciascuna un mount point. Nella sezione SELECT vengono mostrate le categorie di software che è possibile installare: quelle consigliate sono già selezionate ma ciascuno è libero di modificare la configurazione secondo le proprie necessità.

La sezione INSTALL prevede diverse opzioni, in base al livello di interattività che si desidera ottenere durante l'installazione dei pacchetti: full è la scelta consigliata e a prova d'errore, ma è possibile avere un controllo maggiore sul processo scegliendo una delle altre opzioni.

È inoltre possibile decidere quali demoni debbano essere avviati durante il boot del sistema. Tutti questi strumenti di configurazione saranno accessibili anche in seguito grazie al programma pkgtool il quale, inoltre, riunisce in sé alcune delle funzionalità degli strumenti di gestione dei pacchetti.

Segue una carrellata delle ultime versioni di Slackware pubblicate, con a fianco l'evoluzione temporale dalla versione 1. Per maggiori dettagli è bene consultare gli annunci e le release notes delle rispettive versioni.

Tutte le versioni successive continuano invece a essere supportate. Linux 2. Org ; Netscape Communicator 7. Introdotto il supporto per ALSA. KDE 3.


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